Ait-Ben-Haddou kasbah marocco

Durante un soggiorno di media durata a Marrakech, val la pena dedicare una giornata ad una escursione per andare alla scoperta di altre meraviglie limitrofe.

Senza indugio riteniamo che una tra le gite giornaliere più belle ed interessanti è la visita di Ait-Ben-Haddou, una kasbah perfettamente conservata, uno dei siti più autentici del Marocco.

Si tratta di un’escursione piuttosto impegnativa ma, al tempo stesso, varia e stupefacente dal punto di vista paesaggistico, che vi porta oltre le alte montagne dell’Atlante per conoscere una delle magiche kasbah fortificate.

IMG_2024.jpg

Il programma

Si parte la mattina presto da Marrakech.

Percorrendo un’impressionante strada montana: curve e tornanti per un totale di circa 400 km tra andata e ritorno (anche chi non soffre il mal d’auto può accusare...) si attraversano piccoli villaggi berberi, si incontrano venditori di pietre semi-preziose e si fa una sosta al passo montano di Tizi n’Tichka a 2.260 metri di altitudine.

Durante il tragitto, tra valli pittoresche, si gode di panorami gloriosi su entrambi i versanti della catena dell’Alto Atlante.

Dopo le classiche soste ai belvedere per le canoniche foto di rito, curva dopo curva, il viaggio prosegue fino al momento clou della gita: la visita al paesino fortificato di Ait Ben Haddou, perfettamente ben conservato e molto fotogenico. Patrimonio UNESCO dal 1987 e set di film e produzioni televisive quali Lawrence d’Arabia, Il Gladiatore e Game of Thrones.

IMG_2045.jpg

La kasbah

Ait-Ben-Haddou è una città fortificata - o ksar - sorta lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e l'attuale città di Marrakech.

In parte risalente al XII secolo, e in parte al 1740, è uno dei più completi esempi di architettura presahariana del mondo.

Da lontano appare come un castello di sabbia con muri di pisé rosso ocra e  torri merlate

IMG_2086.jpg

una visione magnifica che si erge tra le dorate sfumature del paesaggio marocchino

IMG_2171.jpg
IMG_2174.jpg

Per entrarci bisogna attraversare il letto bianco dell’Oued, che ha lasciato, asciugandosi, uno strato di sale che riflette la luce violentemente.

La struttura è costruita con la tecnica del pisé, cioè con terra, paglia e acqua impastate fino a raggiungere una consistenza che sfida i secoli; le mura, decorate con motivi geometrici, sono rappresentative della cultura berbera.

Appena fuori, il paese moderno, abitato solo da otto famiglie, è caratterizzato da vicoli ripidi di sassi e terra battuta, case buie per ripararsi dal sole che terminano in cortili con caprette e galline e coloratissimi tappeti stesi ad asciugare.

IMG_2038.jpg

Arrivati in cima al villaggio, dalla slargo della torre di avvistamento, si apre un panorama spettacolare: melograni e mandorli in fiore nella valle sottostante; più lontano, da una parte il brullo deserto roccioso, dall’altro i verdi palmeti e infine, ancora più lontano, i monti dell’Alto Atlante.

Seppur lunga e faticosa, una gita paesaggisticamente grandiosa e dal sapore esotico.

Non lo pensate anche voi?

IMG_2124.jpg