Non sempre si ha il tempo per visitare una città come si vorrebbe ma, piuttosto che niente, ci si adatta!

E così è stato per la Pasqua 2018. Complici le combinazioni orarie dei voli, siamo riusciti a dedicare quasi 2 giorni completi per una fugace full-immersion a Palermo, nominata, proprio quest’anno, capitale italiana della cultura.

Questa amalgama stilistica trova fondamento nella lunga e complessa storia di Palermo, che ha vissuto un costante susseguirsi di dominazioni differenti, ognuna delle quali ha, in qualche modo, lasciato la sua impronta.

Prima città greca e romana, poi capitale araba (831), in seguito conquista di normanni (1072) e svevi, a cui sono succeduti angioni ed aragonesi, fino alla conquista da parte della dinastia dei Borboni (1734).... il capoluogo siciliano è un luogo in cui convivono la preziosità di splendidi mosaici bizantini, il sapore esotico e orientaleggiante dello stile arabo-normanno, l’esagerato tripudio barocco delle chiese, il liberty dei principali palazzi, il neoclassico dei teatri, ma anche dei giardini e dei chiassosi e colorati mercati.

Come già detto, avendo a disposizione un lasso di tempo davvero ridotto, abbiamo stilato un itinerario con quelle che sono le tappe imperdibili per avere un’infarinatura della città.

Il Mercato di Ballarò

Arrivati al nostro alloggio all’ora di pranzo e, trovandoci proprio nel quartiere di Ballarò, abbiamo iniziato il tour palermitano immergendoci nel folklore locale, fiondandoci nell’omonimo mercato che, a detta dei più, è ritenuto il più grande, ricco e variopinto tra tutti i mercati palermitani. Ci siamo lasciati travolgere dall’atmosfera locale immergendoci in un crogiuolo fatto di odori, colori, cibi e persone. Una caotica confusione cadenzata dalle  “abbanniate” dei mercanti!

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Il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina

Accantonato l’aspetto locale ‘rustico e ruspante’, abbiamo iniziato a dedicarci al lato più culturale che, non poteva non partire dal Palazzo dei Normanni: un unico luogo che racchiude tutta la storia della città. Edificata nel IX secolo, questa residenza ha infatti ospitato - nell’ordine - arabi, normanni, svevi, aragonesi, spagnoli, borbonici e, ancora oggi, vi ha sede l’Assemblea della Regione Sicilia.

Al primo piano si ammirano gli Appartamenti Reali tra cui spiccano la Sala Ercole, la Sala di Ruggero con decorazioni musive, la Sala pompeiana, la Sala Cinese e quella dei Venti.

Ma la vera meraviglia del Palazzo, si trova, in realtà, al pianoterra, dove ha sede il cuore d’oro dell’edificio, il tesoro della città stessa: la Cappella Palatina, fatta costruire nel 1132 da Ruggero II d’Altavilla. Peculiarità della Basilica è quella di avere cupola, transetto ed absidi completamente decorati con splendidi mosaici bizantini. L’impatto visivo è a dir poco stupefacente, in quanto pare di entrare in un unico grande mosaico dorato.

La Cappella Palatina fu costruita, oltre che da maestranze bizantine anche da artigiani musulmani cui si deve il soffitto ligneo a ‘muqarnas’ (intarsi a nido d’ape).

Il tutto è dominato dal mastodontico Cristo Pantocreatore che veglia dall’alto sopra tutto e tutti.

Insomma, potere, fede, arte e storia concentrate in un unico luogo.

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Piaciuto come inizio? Ci fate sapere le vostre impressioni?